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Le opinioni di un runner. Riannodando i fili…

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Le opinioni di un runner
Pubblicato 20 Settembre 2018

filiUn fine settimana podisticamente declinato su due direttrici. Da una parte la staffetta 12x1 ora e, dall’altra, il CorriRoma.

I – La staffetta, in quel dello Stadio delle Terme, è – da sempre – un’occasione per rivedere tante persone amiche e, già che ci si è, di farsi un’oretta di corsa (ricordando Alberto Rizzi, Presidente dell’AS Mediterranea scomparso durante un allenamento ed in memoria di quanti scompaiono in occasione di attività sportive).

 

Si tratta, comunque, di un “impegno” non banale, qualora si voglia “spingere” sull’acceleratore. La pista, data la sua consistenza “elastica”, restituisce l’ardore, fiaccando l’intenzione. Aggiungeteci, caldo ed umidità, la ripetitività dell’incedere e avrete subito un quadro fedele delle complicanze.

Tuttavia, al suo fascino sembra impossibile resistere. Una situazione ipnotica scandita da un tempo che scorre lentamente in cui – se non ci fosse la musica – uno potrebbe entrare in un mondo tutto suo.

Quest’anno, ho corso la mia ora assieme alla compagna Maria Laura anche per darle modo di mantenere il “tono” della nostra compagine femminile. Anche se non è immediatamente percepibile, alla fine … è pur sempre una competizione, seppur diluita.

Nel nostro Gazebo, la gradita presenza del nostro Presidentissimo Luciano al quale – tra l’altro – debbo un pubblico ringraziamento per avermi donato una copia della sua autobiografia.

Del resto, solo Luciano (che, come sapete, scrive piuttosto bene), poteva annodare i fili della sua vicenda personale, con quelli dell’attività sportiva di cui è indiscusso protagonista, oltre che memoria storica. Sono ansioso di mettere le mani sul secondo volume (e – credo – sul terzo), per scoprire come sono nate le cose che oggi diamo per scontate, nonché trovare quella storia recente in cui – indegnamente – ci siamo anche noi.

II – Il CorriRoma, con un avvio ad un orario mai sentito, ci porta a vedere alcuni dei pezzi più belli della nostra città. Dal Colosseo, a Piazza Navona, a Piazza del Popolo, a Piazza Venezia, fino al Circo Massimo. Cosa chiedere di più?

Nonostante l’orario (potenzialmente in grado di scoraggiare la partecipazione), la situazione climatica si è fatta sentire, con un notevole tasso di umidità che pochi si aspettavano. Se proprio volessimo indicare una pecca, forse il ristoro è stata una di queste. Era collocato praticamente al km 7. Troppo avanti – a mio giudizio – poiché trattandosi di una gara “tirata” (come tutte le 10k), basta poco per strafare e trovarsi immediatamente in debito di ossigeno. Io, per prudenza, ho bevuto ad una fontanella di Piazza di Spagna.

In ogni caso, un successo di presenze meritato.

III – Già che ci siamo, vorrei riannodare i fili di alcune questioni che ora mi paiono totalmente palesate.

Confesso che – stupidamente – non avevo mai messo in discussione la buona fede della nostra Federazione. Pensavo si trattasse di superficialità gestionale, alla quale dare una tirata di orecchie, mentre adesso il disegno riesco a vederlo nitidamente, dovendo fare i complimenti per essere riusciti ad occultarlo fino ad oggi.

La Fidal, in definitiva, sta operando come un “Organizzatore” mascherato da “Regolatore”. Il tutto, ovviamente, al fine di drenare il maggior numero di risorse possibili. Noi corriamo e basta. Altri hanno individuato dei sicuri percorsi di Business.

Mi spiego, pronto ad essere redarguito se del caso.

Ricordate lo scorso anno? Molti (tra cui il sottoscritto) hanno stigmatizzato la coincidenza delle date delle Maratone di Roma e di Milano (per Roma, peraltro, si tratta di una data simbolica non negoziabile visto che è vicina al suo “Natale”), dacché se ne è tratta nulla più dell’italica incapacità. Una pacca sulla spalla e andiamo oltre.

Ora, dato che di Maratona di Roma si è parlato a più riprese, con la situazione che conosciamo, potrei leggervi una intenzione manifesta di determinare dei “problemi”… al fine di indebolire la manifestazione romana. La si mette in difficoltà prima con il calendario e, poi, con il resto. Una volta affossata, qualcuno la farà risorgere con tutti gli onori.

Non basta “ragionare” di Maratone, l’invasione di campo riguarda anche le Mezze. Ovviamente – a Roma – di quale Mezze parliamo?

Ci vuole poco ad individuare il bacino più appetibile a cui fare riferimento: la RomaOstia.

La lettera aperta di Luciano Duchi l’avete letta tutti. Peraltro con una promessa assunta in pubblico e smentita dai fatti, segno che il rispetto delle persone è definitivamente diventato un residuo del passato.

Da Bancario da più di 10 anni non avevo la più pallida idea che la Fidal brigasse per ridurre la partecipazione a questa gara che – a cominciare dal livello organizzativo – è un vanto oltre i nostri piccoli confini nazionali. Andrebbe studiata a livello federale per far vedere come ci si approccia ad un fronte di problemi non proprio semplici. Un numero elevatissimo di podisti (e lasciamo perdere tutto il contorno) si trova a correre su una strada praticamente senza “uscite”, con il rischio di vanificare tutto in un attimo. Invece, da 45 anni (quarantacinque!), tutto fila liscio consentendo di provare a conseguire il proprio personale, in un contesto non riproducibile facilmente altrove.

Sapete che ero (e sono) dell’idea che una Mezza “cittadina” Roma se la possa permettere (si tratta di valutazioni anche turistiche e, comunque, ultrasportive). Ma in aggiunta alla RomaOstia, non in sua sostituzione! Non mi era passata vicina neppure da un chilometro l’idea che si buttasse a mare una cosa che funziona per “provare” a farne un’altra.

Non basta mettere mano su Maratone e Mezze. In realtà di vuole mettere le mani sull’intero fenomeno podistico. La Run card ne è lo strumento evidente, anzitutto per la scorrettezza “concorrenziale” delle sue regole (dai costi in giù) quando una “card” del genere doveva prendere il posto della sola iscrizione “giornaliera” di un atleta non ancora tesserato. Finita l’esigenza “una tantum”, ci si deve iscrivere ad una Associazione podistica che poi è quella (mica la Fidal!) che si fa carico di tutte le questioni necessarie ad organizzare le gare alle quali partecipiamo. Peraltro se alla fine più del 50% dei podisti sono “Run Card” non è possibile fare un accurato piano “aziendale” delle iniziative, finendo per far cessare tutte quelle che si reggono appena appena sul versante dei costi.

Qual è il filo che si riannoda? La regia di queste sortite è proprio la Fidal.

E, se lo permettete, questo è veramente un assurdo, posto che i vertici della medesima, dovrebbero essere eletti per rappresentare i “votanti”, non per gestire un potere “autonomo” con un interesse sganciato da quello di coloro che glielo ha conferito.

Pensavo al dilettantismo non ad un piano coordinato e mi chiedo: in futuro sarà la Fidal ad organizzare tutte le gare? Vorrei proprio vederlo, se non altro per palesare finalmente una chiarezza e trasparenza degli intenti.

Se fossi un organizzatore – data la scorrettezza dei comportamenti – risponderei con la stessa moneta. Non me ne vogliano i podisti ansiosi del percorso “misurato” ma una 10K di 9,98 Km (o 10,01) o una Mezza di 21,190 metri sono belle lo stesso. Pochi metri in più o in meno, tanto per non darla vinta facilmente a coloro che, a ben vedere, dovrebbero lavorare per noi... o no?

Nel mentre, alla Maratona di Berlino, segnano il record del mondo.

Si comprende facilmente a chi questo pezzo sia dedicato.

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