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La 35a Virgin Money London Marathon del 26 aprile 2015 non è stata vinta dagli atleti più accreditati alla vigilia.

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Pubblicato 30 Aprile 2015

londra 2015-vincitoriTra gli uomini ha prevalso il keniano Eliud Kipchoge (classe 1984) in 2h04’42”. Kipchoge, ex campione del mondo dei 5˙000 m e da poco convertitosi alla maratona, ha realizzato la migliore prestazione mondiale stagionale e la 23ª assoluta nella storia della distanza.

Inoltre ha una media nelle cinque maratone corse di 2h04’41”. Quindi si presenta a tutti gli effetti come l’erede di Gebrselassie mondo del mezzofondo e fondo dell’atletica leggera Nella prova femminile, per la prima volta dal 2001, ha vinto un’atleta etiope: Tigis Tuf, minuta etiope 28enne emersa lo scorso anno con due vittorie a Ottawa e Shanghai, qui ha vinto con 2h23’22” precedendo di 18” la keniana Mary Keitany. Terza è l’etiope Tirfi Tsegaye in 2h23’41”. Anche tra le donne il momento decisivo è il famoso tunnel, dove la Tufa, dalla falcata più sciolta, ha sorpreso la Keitany.

Niente da fare per le altre candidate a un ruolo di protagoniste, l’etiope Mergia (2h23’53”), Florence Kiplagat (2h24’15”) e Priscah Jeptoo, settima in 2h25’01” e preceduta anche dalla connazionale Sumgong (2h24’23”). Prima europea la portoghese Felix, ottava in 2h25’15”. Maratona d’addio per la detentrice del record femminile (2h15’41”, Londra 2013), la 41enne britannica Paula Radcliffe (2h36’55” e 1h17” alla mezza), applaudita lungo tutto il percorso dal pubblico accorso in massa anche per accompagnarla. Giunta al traguardo ha confessato: «Correndo ho rivisto tutta la mia carriera. Che affetto la gente, non potevo non commuovermi».

Al traguardo, Paula è stata premiata dal principe Harry. Da segnalare Jenson Button, campione mondiale F1 nel 2009 con la McLaren-Honda, che ha raccolto fondi contro il cancro e realizzato il suo personale 2h52’30”, migliorandolo di circa 6’. Tra i colossi del fondo mondiale parità: Kenya-Etiopia 1-1. Nelle prove disabili doppietta USA.

Nella gara maschile degli atleti in carrozzina, spettacolo nell’arrivo in volata: sono ben in sette a sprintare nei 500 m finali. Non ce la fa il britannico David Weir a centrare il settimo successo, ma è bruciato negli ultimi 10 m dallo statunitense Joshua George (1h31’31”).

Tra le donne, altro trionfo USA con Tatyana McFadden (1h41’14”), che domina la prova, staccando di oltre 2’30” la svizzera Manuela Schaer (1h43’56”). Nella categoria T46 dei Mondiali IPC, vittoria e nuovo record del mondo per lo spagnolo di origine marocchina Abderrahman Ait Khamouch (2h26’54” ovvero 3’29” al km), già vicecampione paralimpico 2012. Argento iridato per la sorpresa brasiliana Alex Pires Da Silva, specialista del mezzofondo (2h27’36”).

Alessandro Di Lello, maratoneta delle Fiamme Azzurre, vince la medaglia di bronzo con un ottimo 2h31’25”, a soli 21” dal suo personale. Con la sua eccellente prestazione Di Lello, classe 1977, mette già una seria ipoteca sulla conquista di una slot paralimpica per l’Italia, valida come qualificazione per Rio 2016. 

A fine gara il maratoneta di Tivoli si dichiara entusiasta del risultato ottenuto: «È una bella soddisfazione confrontarsi allo stesso livello con i migliori al mondo e fare parte dei tre più forti. Vincere facile non mi piace, mi dà maggiori stimoli affrontare atleti del loro calibro e arrivare terzo. Ho fatto la maratona che immaginavo, correndo due metà gara in modo quasi identico e ho chiuso a qualche centesimo dal mio PB, un tempo che vale anche il nuovo primato italiano. Certo non mi aspettavo lo stato di forma dei miei avversari, ma io non avrei potuto limare più di 30 secondi, 1 minuto. Ora mi dedicherò ai 10 km e alla velocità che tendo a perdere quando mi alleno per la maratona. I prossimi obiettivi sulla distanza breve saranno i Campionati Italiani e a fine anno riprenderò la preparazione in vista delle Paralimpiadi. Rio è il mio sogno, voglio riscattarmi di quello che non sono riuscito a fare a Londra nel 2012». Domenica 26 aprile il termometro ha segnato una temperatura di 8/11°. A Londra il record femminile era stato da realizzato da quella Paula Radcliffe che in questa 35a edizione ha appeso il pettorale al chiodo, ma sicuramente non abbandonerà il mondo dell’atletica leggera. Il record comunque c’è stato anche se in un settore meno visitato dai mass media, ovvero quello degli atleti con disabilità. La gara di Londra ci ha presentato il meglio del mondo della maratona. Ci ha altresì indicato come per realizzare il record ci devono essere tante circostanze favorevoli. Il principale svantaggio di Londra rispetto alla velocissima Berlino è indubbiamente costituito dal tempo atmosferico.

I tempi di Londra assumono un altro significato se confrontati con le concomitanti maratone di Amburgo (Germania), di Varsavia (Polonia), di Dongying (Cina) e Dusseldorf (Germania). Ad Amburgo vince tra gli uomini il keniano Lucas Rotich (2h07’17”) e tra le donne l’etiope Hailu (2h25’41”). A Varsavia vince tra gli uomini l’etiope Lemi Birhanu (2h07’57”) e tra le donne l’etiope Fatuma Sado (2h26’25”). Mentre a Dongying nella Maratona del Fiume Giallo vittoria maschile del keniano Ernest Ngeno (2h11’47”) e femminile della keniana Kirop (2h31’36”). A Dusseldorf vince il romeno Meriel Ionescu (2h13’29”) e l’americana Anne Bersagel (2h28’28”).

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