You are here:   HomeRUBRICHESCRITTO DA VOIIl runner agronomo: Agricoltura biologica (prima puntata)

Grazie!

Se ti piacciono le foto dei nostri fotografi e vuoi incoraggiarli a continuare a fotografare tutte le domeniche,con una piccola donazione libera,li aiuterai a rientrare delle spese.I nostri fotografi, sono tutti volontari e per scelta non vendono le loro fotografie sul nostro sito,ma dietro il loro scatto c'è molto lavoro e anche molte spese da sostenere ogni settimana x gli spostamenti e x la lavorazione delle migliaia di foto e, solo la loro passione li spinge a sostenere questo impegno.Con un tuo piccolo contributo, renderai il loro lavoro meno gravoso e potrai continuare a scaricare le foto gratuitamente.GRAZIE!!!

 

 CLASSIFICHE DEL MARATONETA

Le poesie di Romacorre

Romacorre.it in edicola

Scienza e Sport

Leggendo...di corsa!

 


 
 

Il runner agronomo: Agricoltura biologica (prima puntata)

Valutazione attuale:  / 1
ScarsoOttimo 
scritto da voi
Pubblicato 08 Febbraio 2019

agricoltura biologicaSapete da dove viene questa espressione? E’ piuttosto antica. Risale alla seconda metà del diciannovesimo secolo. L’industria chimica non esisteva ancora, e i rimedi che i poveri agricoltori potevano utilizzare per proteggere le proprie colture erano davvero pochi e spesso scarsamente efficaci. Inoltre erano davvero molto molto pericolosi. Composti come l’arseniato di piombo, il polisolfuro di bario, il blu di Prussia, la Poltiglia Bordolese, hanno fatto molte vittime, anche perché spessovenivano preparati in casa.

Tutto inizia in Irlanda, con la Grande Carestia. A causa di una nuova malattia delle patate, la peronospora, importata accidentalmente con il commercio dei tuberi, due milioni di persone sono morte e altre due sono emigrate per sfuggire alla morte certa. Alla fine della carestia l’Irlanda era un paese spopolato. Attenzione, i magazzini erano pieni di cibo, ma i poveri potevano permettersi di mangiare praticamente solo patate. Come fu risolta questa emergenza? Si andò nel luogo di origine della patata, il centro America, a vedere come mai lì le coltivazioni non fossero sistematicamente distrutte. Grazie al lavoro di pochi e intelligenti agronomi furono selezionate varietà resistenti.

Era nato il concetto di LOTTA AGRONOMICA.

In seguito, nel 1868, fu accidentalmente importato in California dall’Australia un piccolo insetto, detto cocciniglia, che iniziò a devastare le coltivazioni di agrumi. Gli agronomi, memori della lezione irlandese, andarono a investigare sul luogo di origine della cocciniglia, per vedere come mai lì non fosse questa piaga biblica. Si scoprì che in Australia esisteva una minuscola coccinella, di colore nero, che faceva strage di cocciniglie. Importando il predatore in California il problema fu risolto in men che non si dica. Questo è il più straordinario successo di lotta a un parassita con un agente biologico, ancora oggi citato in TUTTI i manuali universitari, su cui si sono formate generazioni di agronomi, compresa la mia.

Potremmo citarne altri, come quello messo in atto per salvare le foreste di pioppi di Poitiers, in Francia, ma li trovate facilmente in rete.

Si pensava, alla fine del 1800, che per combattere i nuovi parassiti, resi particolarmente aggressivi dall’assenza di co-evoluzione, bastasse semplicemente importare dal paese di origine l’antagonista naturale.

Senonché, le cose non sono così semplici: spesso gli antagonisti naturali trovano difficoltà ad acclimatarsi: basti pensare al disastro del punteruolo rosso delle palme. Mentre le larve svernano al calduccio in profondità nei tessuti vegetali, in loro nemici naturali, principalmente uccelli, non resistono all’inverno europeo. Questo concetto di differenza nella biologia preda-predatore dominerà ancora la scena agronomica delle prime due decadi del ventesimo secolo. Poi ci sarà altro a cui pensare: due guerre mondiali, e in mezzo la grande depressione. Ma soprattutto, irrompe sulla scena il protagonista indiscusso dell’agricoltura del 1900: la chimica di sintesi. La popolazione stimata del pianeta all’inizio del secolo era di due miliardi di persone. Alla fine, nel 1999, era di sei miliardi e mezzo!! Più che triplicata. Come mai? Semplice, c’era più cibo per tutti!! Inoltre, essendo più facile produrre cibo, una parte sempre più consistente della popolazione iniziò a dedicarsi ad altre attività: medicina, ingegneria, letteratura, industria…insomma, il progresso! Pensate, all’inizio del 1900 il 76% della popolazione mondiale si occupava di produrre cibo, a vario titolo. Oggi la media è il 5%.

Nella prossima puntata vedremo come, da intuizione geniale, l’agricoltura biologica diventa uno strumento di propaganda protezionistica.

Gallerie fotografiche 2018

Gallerie fotografiche 2017

Gallerie fotografiche 2015

Gallerie fotografiche 2016

Gallerie fotografiche 2014

Gallerie fotografiche 2013

Pubblicizza la tua gara

Pubblicizza su romacorre.it la tua gara
Contatta la Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

GARE IN EVIDENZA

03/03 CorriSperlonga 10km (Sperlonga)

10/03 HUAWEI RomaOstia (Roma)

17/03 18°Trofeo dell'adriatico (VillaRosa di Martinsicuro-TE)

 

 

lavora con noi

se vuoi fare un'interessante esperienza in redazione, in un ambiente giovane e dinamico, contattaci a redazione@romacorre.it
vuoi fare un'interessante esperienza nella redazione di romacorre?contatta la redazione