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Ferdy dà i numeri. Il Giro delle Sette Chiese: la prova su strada

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Pubblicato 01 Settembre 2016

ferdy-san lorenzoApprofittando del ponte ferragostano, dove notoriamente la maggioranza del popolo capitolino abbandona l'Urbe e le strade sono libere (anche di giorno) come in nessun altro periodo dell'anno, ho deciso di testare di persona, domenica 14, il Giro delle Sette Chiese, del quale ho scritto il mese scorso.

Armato di garmin, cellulare (per le foto e non per telefonare), elenco delle vie da percorrere, spirito d'avventura condita da un pizzico di curiosità ed indossata per l'occasione la nuovissima maglia dei Donatori di Sangue della Podistica Solidarietà, alle ore 8 in punto (manco avessi appuntamento con qualcuno), dopo aver scattato la prima foto, sono partito dalla mia parrocchia, Santa Croce in Gerusalemme, alla volta di San Lorenzo.

Il tempo di attraversare Porta Maggiore, superare il tunnel, entrare in via dello Scalo di San Lorenzo, dove al n° 16 c'è la sede della mia società, e subito, poco dopo, mi giunge il segnale acustico del primo chilometro. Arrivo di fronte all'ingresso del Verano ed a fianco c'è la basilica di San Lorenzo, ancora adornata dalle luminarie per la recente festa del santo. Foto e ripartenza per Santa Maria Maggiore.

Secondo chilometro e nella deserta via Tiburtina, una coppia di baristi che commentava la totale assenza di anima viva (cosa che nei pressi di un cimitero dovrebbe essere normale), al mio passaggio mi lancia un buongiorno che, prontamente contraccambio. Mi infilo nel tunnel di Santa Bibiana e dopo un paio di vie arrivo a piazza Vittorio, costeggio la centrale villa e mi immetto nella via che porta alla terza basilica: Santa Maria Maggiore. Registro il 4° km e dopo la foto riparto per la basilica più importante. Scendo sulla sinistra ed imbocco via Panisperna che si rivelerà una salita più impegnativa del previsto.

Quinto km. Scollino e scendo verso piazza Venezia, che, udite, udite, attraverso senza fermarmi data la incredibile assenza di auto. Percorro il lungo corso Vittorio Emanuele II (6° e 7° km) e superato il ponte omonimo entro in via della Conciliazione che è già piena di forze dell'ordine, pronte a vigilare sulla sicurezza dei fedeli, che a mezzogiorno saluteranno il Santo Padre, quando si affaccerà per l'Angelus domenicale.

La foto e ritorno sui miei passi (8° km), giro a destra e sfiorando l'ospedale Santo Spirito arrivo al lungotevere, durante il quale segnerò il 9° km. Lungotevere che lascerò all'altezza di ponte Sisto per immettermi da piazza Trilussa in via del Moro che mi porterà a piazza di Santa Maria in Trastevere. Via di San Francesco a Ripa (10° km), lambisco Porta Portese col suo mercato già attivo, riattraverso il Tevere, in via Marmorata trovo l'11° km ed arrivo alla Piramide. Sul lungo viale Ostiense incappo nel 12° e 13° km ed arrivo alla quinta basilica, quella di San Paolo.

Foto, ritorno indietro pochi metri e sulla destra mi attende una via in salita che porta proprio il nome del giro che sto facendo. Qui il mio spirito d'avventura ha trovato il suo culmine, perchè non ero mai stato in questa via e in questa parte di questo quartiere (la Garbatella), ogni metro è stata una scoperta ed addirittura un bel tratto si è rivelato zona pedonale. E', giustamente, in assoluto la via più lunga di tutto il giro tant'è che qui ho trovato il 14° e il 15° km e una volta attraversata la Cristoforo Colombo (dove sono giunto salendo su via Genocchi a lato del palazzo della Regione Lazio), poco prima delle catacombe di S. Domitilla, anche il 16°. Superato l'incrocio con la via Ardeatina, quella che è la via delle Sette Chiese si restringe e diventa vicolo.

A metà circa c'è il 17° km ed alla fine l'Appia Antica con a pochi metri sulla destra la sesta basilica: San Sebastiano. Anche qui foto e bevuta con rinfrescata nella dirimpettaia fontana. Riprendo la corsa facendo a ritroso il percorso dell'Appia Run e prima di arrivare a Porta San Sebastiano marco il 18° ed il 19° km. Il 20° km è lungo le Mura Latine all'altezza di via Cameria, il 21° a piazzale Ipponio proprio dove attualmente c'è il cantiere della metro C. Salgo in via dei Laterani, giro a destra e passato all'ombra dell'obelisco più alto di Roma giungo alla settima ed ultima basilica: San Giovanni.

Dopo la foto mi avvio al punto di partenza per chiudere il circuito e nei pressi della statua di San Francesco c'è il 22° km. Alla fine, stoppato proprio dove ero partito, il garmin sancisce: 22,650 chilometri, quindi, come già preannunciatomi da più di qualcuno, il Giro delle Sette Chiese è più lungo di una mezza maratona. Però c'è da dire che se si vuole ottenere il canonico 21,097, lavorandoci un po' ci si può arrivare. Basterebbe partire da Santa Croce ed arrivare a San Giovanni (senza chiudere il circuito) e si scenderebbe già a 21,900. I restanti 800 metri si potrebbero sicuramente recuperare tagliando i "biscotti" che ho volutamente fatto, in quattro delle sette basiliche, per scattare la foto di fronte ai rispettivi sagrati. Chissà, magari se ci sarà una prossima volta la motivazione in più potrebbe essere proprio questa. Chiedo scusa per il noioso lungo elenco di vie (nel resoconto di un percorso cittadino è giocoforza) che vi ho propinato.

Ora nella speranza di essermi guadagnato una qualche "indulgenza", comunque sia, mi sono tolto una "pellegrina" soddisfazione e potrò dire, di aver fatto, per davvero, il "Giro delle Sette Chiese".

 

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