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Ferdy dà i numeri: il giro dei 7 colli

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Pubblicato 30 Aprile 2019

ferdy e giuseppeA distanza di quasi tre anni dal giro delle Sette Chiese, corso nell'agosto del 2016, ho voluto cimentarmi, questa volta, nel giro dei Sette Colli. I Sette Colli che, come i nani di Biancaneve, a nominarli tutti non sempre ci riusciamo, anche perchè i colli di Roma, in realtà, sono più di sette.

I Sette Colli, sui quali la tradizione vuole che Romolo abbia fondato Roma, per Cicerone e per Plutarco sono: Esquilino, Viminale, Quirinale, Campidoglio, Palatino, Aventino e Celio; gli altri, più decentrati, sono: Pincio, Vaticano e Gianicolo (quest'ultimi due sono anche oltre Tevere). 

Mentre nel giro delle Sette Chiese i riferimenti del giro erano le chiese stesse ed il percorso prevedeva il passaggio di fronte a loro, nel giro dei Sette Colli, prima di decidere quali vie percorrere, ho dovuto innanzitutto stabilire dei simboli dei colli in questione e, per alcuni, la scelta è stata scontata, per altri, ho fatto opzioni che a qualcuno potranno anche non piacere ma, tant'è.

Per il primo, l'Esquilino, la scelta è stata "religiosa": la basilica di Santa Maria Maggiore (presente anche nel giro delle Sette Chiese); mentre dal secondo al quarto le tre scelte obbligate, sono state "istituzionali": Ministero dell'Interno (Viminale), Presidenza della Repubblica (Quirinale) e Comune di Roma (Campidoglio). Per il quinto, il Palatino, ho optato per "l'archeologia", con l'ingresso agli scavi. Per il sesto, l'Aventino, la scelta è stata "podistica": l'apice di viale Giotto che domina il sottostante stadio delle Terme di Caracalla. Nel settimo ed ultimo, il Celio, c'è stata una scelta "militar-sanitaria" col celeberrimo ospedale.

Stabiliti i riferimenti la scelta delle vie per unirli, è stata piuttosto agevole, anche perchè i colli sono, tra di loro, molto vicini tanto che le distanze registrate sono state da un minimo di 600 metri ad un massimo di 1,7 km. Quindi, la mattina del Lunedi dell'Angelo (alias Pasquetta), esattamente 2.772 anni ed un giorno dopo la fondazione di Roma, insieme al mio compagno di allenamento Giuseppe partendo da Largo Brancaccio, diamo il via al giro dei Sette Colli.

Raggiungiamo subito, percorrendo via Merulana, la basilica di Santa Maria Maggiore. Scendiamo su via Liberiana, attraversiamo piazza Esquilino ed imbocchiamo via De Pretis dove troviamo il primo strappo in salita al termine del quale c'è piazza del Viminale. Riprendiamo via De Pretis e proseguiamo su via delle Quattro Fontane (altra salita) e giriamo a sinistra su via del Quirinale e giungiamo in piazza del Quirinale.

Appena ripartiti, all'inizio di via Ventiquattro Maggio, notiamo tante persone in fila che attendono di entrare alle Scuderie del Quirinale per vedere la mostra su Leonardo da Vinci, allestita in occasione del cinquecentesimo anniversario della sua morte. Scendiamo su via Quattro Novembre per raggiungere piazza Venezia e mi torna in mente che tre anni prima facevo lo stesso mentre terminavo la mia ultima maratona. Transitiamo di fronte all'Altare della Patria che, aperto al pubblico, pullula di turisti. Subito dopo la scalinata dell'Ara Coeli ci inerpichiamo su via delle Tre Pile e con un po' d'affanno giungiamo a piazza del Campidoglio sotto la statua di Marco Aurelio. 

Prima di scendere da via di San Pietro in Carcere mi disseto ad una fontanella con la scritta "acqua marcia" e finita la discesa ci immettiamo sulla pedonale via dei Fori Imperiali. Dribblando i numerosi passanti giungiamo al Colosseo che circumnavighiamo, in senso orario, per arrivare a via di San Gregorio all'altezza dell'ingresso degli scavi del Colle Palatino, dove, anche qui, sono in tanti in fila in attesa di entrare. 

Si riparte e lambendo il Circo Massimo, entriamo in viale Aventino e subito dopo il palazzo della FAO saliamo su via Aventina fino ad arrivare a viale Giotto che tanti di noi conoscono per le ripetute in salita. Svolta a sinistra e c'è la rotonda che fa da giro di boa a molte gare (ultima, in ordine di tempo, la Run for Autism). 

Ci buttiamo nella discesa, dove inizia la volata finale dell'Appia Run, ed attraversiamo via delle Terme di Caracalla, teatro di tantissime partenze delle nostre gare. Ci attende ora, il tratto più impegnativo con la salita di San Gregorio e solo giunti in vetta capiremo perché l'ufficio toponomastica dell'epoca l'ha battezzata salita! Terminata la più lunga tra le ascese del giro, sfociamo in piazza Celimontana e passiamo di fronte all'ospedale militare.

Proseguiamo su via Annia e via Claudia ed è di nuovo Colosseo, circondato da miriadi di persone che si fanno foto usandolo come sfondo. Saliamo su via Salvi, viale delle Terme di Tito e viale del Monte Oppio e quasi al termine, a sinistra, c'è la mensa della Caritas dove, capitanati da Raffaele, in tanti, della Podistica Solidarietà, abbiamo fatto almeno una volta volontariato. Arriviamo in largo Brancaccio, punto di partenza, ed il giro è terminato. Il mio dispositivo satellitare segna 8,9 km. A suggello ci scattiamo un selfie.

A questo punto, chiedo scusa per il tedioso elenco di vie ma nella descrizione di un percorso non ci si può certo esimere. Concludo poi, con alcune considerazioni. Il giro si è rivelato, ovviamente, "collinare" ed è sicuramente un ottimo allenamento. Inoltre, i chilometri scorrono veloci perché l'impareggiabile scenario distrae per tutto il tempo. Ora, se qualcun'altro, incuriosito ed invogliato da questo mio scritto, volesse imitarmi, partendo magari da un altro punto e scegliere, perché no, altre vie, ne sarei molto lieto e di sicuro alla fatidica domanda: "quali sono i sette colli di Roma?", saprà senz'altro rispondere meglio che per i sette nani!

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